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Rando Imperator, sulle tracce degli antichi Romani: la Via Claudia Augusta da Monaco a Ferrara


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CE L´ABBIAMO FATTA!! La Rando Imperator (sulle tracce dell´antica Via Claudia Augusta) da Monaco a Ferrara: 662km/3250Hm con la bici da corsa…in 42 ore (di cui 35 di viaggio). E abbiamo percorso l´intero tragitto originale scala 1:1!!! Quasi   sempre su piste ciclabili, a volte su sciagurata ghiaia. Cosa che una bici da corsa sopporta con scarsa probabilitá. Partenza Venerdí 1 Maggio da Monaco, ore 5.30. Piove. I primi chilometri, pista su ghiaia. Pioggia. Ghiaia. Pioggia. Alla fine poi l´asfalto. Pioggia. Pioggia. Pioggia. Fradici. E ghiaia di nuovo. E pioggia. Attraversiamo Garmisch, direzione Passo di Fern. A questo punto il clima é piú freddo, ma io sento sempre piú caldo, poi alla fine si inizia a salire…eccome: attraversiamo il passo, lontano dal rumore del traffico sotto di noi. Le povere bici, che visto il variare delle condizioni atmosferiche vengono scambiate velocemente lungo il tragitto. No grazie! Non con noi! Io e Hermann maltrattiamo le nostre bikes per i tornanti, prima su un´aspra salita, poi ancora lungo una ripida discesa. Radici, pietre, ghiaia, …di tutto, ogni cosa che farebbe battere il cuore a un appassionato di mountain bike…ma non alle nostre delicate bici da corsa. Incredibile che non abbiamo bucato. La partenza, pazzesca, ma non abbiamo mai avuto cosí tanto freddo. Quello che rimaneva davanti a noi, a parte la lunghezza, non ci poteva spaventare. Ora dovevamo solo riavvolgere il filo del tragitto che avevamo giá percorso, dato che quasi tutti gli altri erano giá da tempo in direzione Landeck e Passo Resia. Sempre ancora pioggia. Le nostre bici non si possono quasi piú riconoscere da quanto sono sporche, e cosí anche noi.  Ma le catene! Che spavento, luccicano cosí tanto. L´olio lubrificante é stato lavato via e il metallo é lucidato dagli spruzzi di sabbia. E se ci fosse stato solo questo di buono? Il tempo intanto era passato. Pomeriggio. E alla fine, la pioggia ha smesso. Sul passo Resia l´ambito punto di controllo e ristoro con pizza-time. É l´imbrunire. Il vento fischia attorno al bar Daniel. Ci sará un freddo gelido. Nessuno dei ciclisti (che qui per fortuna erano di nuovo numerosi) ha voglia di avviarsi e lasciare il clima tiepido del bar. Anche noi indugiamo per un po´ su una pizza e una macedonia. Poi veloci 17457083929_05c3d04437_osulla pista ciclabile in direzione sud. Prima o poi sará ben piú caldo. Stanchi. All´improvviso cadono pietre sulla pista ciclabile. No, sono rospi, accecati dalla ricerca di compagni. Percorso in slalom. Si allunga alla fine la Val Venosta. I tratti a volte diritti fanno stringere sempre di piú I miei occhi. Stanchi. Ah, come mi butterei volentieri a letto…Ha cominciato anche di nuovo a piovere. Sono felice di avere la mia giacca a vento e i miei pantaloni impermeabili. A un certo punto dopo la mezzanotte arriviamo a Bolzano. Avvevamo a un certo punto accarezzato l´idea di ripartire subito, ma siamo cosí contenti della nostra California, che stava lí dietro l´angolo con vestiti asciutti e un sacco a pelo caldo. Dopo tre ore di sonno ripartiamo di nuovo. Il sole sorge giá. Siamo un po´in ritardo. Gli altri non li riprenderemo piú…siamo proprio gli ultimi? Teniamo un ritmo slanciato. C´é un po´di vento da dietro. Raramente superiamo ciclisti con le bici sporche e le borse. Ah, ce ne sono ben alcuni dei nostri. Ciclisti che superiamo e incrociamo, che con sguardi a volte biechi ma spesso compassionevoli osservano increduli le nostre trasandate bici.  Ma non ci ferma niente. Solo una cosa. La fame. Ad Avio ci facciamo prendere, e alla sosta ci lasciamo andare e diamo fondo alle riserve. Splende il sole. Dopo il giorno precedente, puro piacere. Anche se la pelle giá si arrossa su naso, braccia e polpacci. Ahi, le guance! Si va avanti…sgambettiamo per bene. A cosa é dovuto, siamo diventati piú forti??? Il vento si é rialzato e, come sempre succede al ciclista stanco, preferisce  battere diretto sul viso… esatto, in 4questo caso vento da sud, di preciso leggermente da sud-est. Che cosa vorrebbe dire? Ancora 200 km contro vento. All´altezza di Affi una ripida salita. Dico a Hermann: „questa é l´ultima salita prima di Ferrara, da ora in poi é tutta pianura“. Che illusa. La strada, certo, procede in piano. Gli organizzatori peró hanno pensato a qualcosa di meglio. Colline su, colline giú, per procedere di nuovo sempre al punto di prima. Pausa foto a Peschiera e poi avanti sulla pista ciclabile lungo il Mincio. Ora la nostra media dei chilometri percorsi salirá bene di nuovo. Il vento qui sembra anche essere meno. Ma é Sabato pomeriggio. Tutto il Lago di 3Garda  sembra essere sulla pista ciclabile lungo il fiume, a piedi e in bicicletta. Questo frena di nuovo come sempre la nostra andatura. Hermann diventa lentamente nervoso, cosí mi do a un gironzolare tranquillo. Avevo allora ben una scusa. A un certo punto il brulichio di persone comincia a diminuire, e si torna cosí alla brezza fredda e alla strada spietatamente scabrosa. Non ci viene risparmiato niente. Il percorso é estremamente complicato. Da sola non avrei mai e poi mai trovato la strada. Ma per fortuna avevamo con noi il nostro amico GPS Garmin. Cosí a un certo punto ci troviamo a Mantova. Qui troviamo un sacco di randonneur. Che tra l´altro avevano in mente di correre sulla strada, visto che la „pista ciclabile“ sull´argine del Po doveva essere un continuo su e giú pieno di buche.  Allora meglio la strada? Per noi no. Breve fermata al punto di controllo e ristoro e poi si procede. Ora solo 100 km all´obiettivo. Entrambi eravamo contenti di non aver avuto alcun reclamo. Le gambe possono ancora pedalare, il didietro fa male ma in maniera contenuta. Ma c´é il vento. Vento. Vento. Cerchiamo di nasconderci l´uno dietro all´altro. Il sole é basso all´orizzonte. L´argine del Po, che ci accompagnerá quasi fino a 2Ferrara, ci porta del vento ancora piú forte, ma, benedizione, nessuna macchina.  É giá quasi buio, e i nostri Garmin stanno tirando gli ultimi. Davanti a noi ancora 50 km, non ci rimane altro che seguire le carte stradali. Nessun problema sull´argine. Ma gli ultimi 25 km si va di nuovo di qua e di lá per la pampa. Il nostro percorso sembra piú uno stop-and-go che una corsa. Ci fermiamo ogni 200m. Tante le abbiamo cannate. Al buio non c´era nessun punto di orientamento. Se ora avessimo avuto un intoppo, non ce l´avremmo fatta forse piú a stare nel tempo massimo. Che previsione amara. 662 chilometri, e poi? Il sogno interrotto della Parigi-Brest-Parigi? A un certo punto peró raggiungiamo la pista ciclabile sul Burana. Ora si fanno veloci i 10km fino a Ferrara. Intraprendo allora con Hermann una discussione notturna e filosofica. Io: magnifico, adesso basta che andiamo in discesa per un altro paio di chilometri. Hermann: ho la sensazione che si proceda sempre in leggera salita. No, si va giú. No, di sicuro su. Il giorno dopo, la soluzione: si trattava di una spianata piatta lungo il piano padano. L´ingresso a Ferrara. Grandioso. Ma quasi non avremmo trovato il traguardo. Per fortuna ci ha superato un´altra squadra, sennó avremmo girato ancora per mezzora. Il lume della ragione si accende ancora un pochino a quest´ora di notte, visto che sullo stradario é ben indicato dov´ é localizzato l´arrivo nel centro della cittá. Alla fine arriviamo. E siamo contenti. Finalmente c´é un letto in vista. Ancora uno scambio di questioni tecniche con gli altri ciclisti. Ne arrivano continuamente degli altri. Non eravamo per niente gli ultimi. E alla fine, una doccia calda e dormiiire.5

7 6        9 8 10

Il certificato di qualificazione per la Parigi-Brest-Parigi ora ce l´abbiamo in tasca…ci dobbiamo solo trovare una posizione di partenza. Ma questa é un´altra storia.